Naturalizzare e denaturalizzare: cittadini e stranieri nella Prima guerra mondiale e nell’immediato dopoguerra

Naturalizzare e denaturalizzare: cittadini e stranieri nella Prima guerra mondiale e nell’immediato dopoguerra


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Sun 29 March 2026

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Naturalizzare e denaturalizzare: cittadini e stranieri nella Prima guerra mondiale e nell’immediato dopoguerra
Cittadini si nasce per suolo o per sangue o per una combinazione di entrambi. Cittadini si diventa in un processo che prende il nome di “naturalizzazione”. Cittadini si può smettere di esserlo, diventando magari apolidi in un processo che, non casualmente, si chiama denaturalizzazione. La Prima guerra mondiale è un momento di svolta nelle politiche e nelle pratiche di naturalizzazione e denaturalizzazione nel ‘900, nonché nel rapporto tra cittadini e stranieri. Stabilendo un’equazione tra origine nemica e pericolosità, i paesi belligeranti, in Europa e fuori di essa, ridefinirono il concetto e le pratiche della cittadinanza, introducendo nuove regole per l’acquisizione (naturalizzazione) e per la perdita della cittadinanza (denaturalizzazione) dando vita ad un nuovo drammatico fenomeno come quello dell’apolidia.
Daniela Luigia (Gia) Caglioti è professoressa ordinaria di Storia Contemporanea presso l’Università di Napoli Federico II e coordina il dottorato in Global History and Governance della Scuola Superiore Meridionale. Tra i suoi libri più recenti: Stranieri nemici. Nazionalismo e politiche di sicurezza in Italia durante la Prima guerra mondiale, Viella, 2023 e War and citizenship: Enemy Aliens and National belonging from the French revolution to the First World War, Cambridge University Press, 2021.


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