Naturalmente fragili. Parlare delle donne nell’alto medioevo

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Sun 29 March 2026

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Naturalmente fragili. Parlare delle donne nell’alto medioevo
Nel VII secolo Isidoro di Siviglia, inventò una sua personale spiegazione sulla natura di uomini e donne: se il vocabolo mulier (donna) derivava da mollis (molle), vir (uomo) derivava da forza (vis) e da virtù (virtus). Era nella natura dell’uomo agire con la forza verso le donne. Definizioni simili sono molto in voga dal VI secolo e rappresentano l’esigenza di fare il punto tra le relazioni tra i due sessi dopo le guerre di Giustiniano. Il tema si articolava con vari esempi: anzitutto l’eloquio femminile era contraddistinto dalla garrulitas (pettegolezzo) che le rendeva indegne di prendere parola in pubblico. Ma le donne pensavano di essere fragili? I testi normativi si contrappongono ad altri, dove vediamo donne in azione. Dal VI secolo esse si proclamarono fragili nei processi e cercarono protezione in uomini di Chiesa, ma pure usarono le mani per colpire altre donne e altri uomini, o agirono per difendere i loro beni. I modi per deplorare i loro comportamenti usarono paragoni tratti dal mondo animale, uno spazio naturale utile a riportarle alla loro docilità naturale.
Cristina La Rocca è professoressa ordinaria di Storia medievale dell’Università di Padova. Nata a Torino nel 1957, ho conseguito la laurea all’Università di Torino nel 1980 e il titolo di dottore di ricerca nel 1987. Dal 1990 ho iniziato la mia carriera accademica presso l’Università di Padova dove, successivamente, ho ricoperto il ruolo di professoressa associata (1998) e di professoressa ordinaria (2005). Insegno Storia Medievale, Storia dell’alto medioevo, Storia di genere. Ho coordinato il dottorato in Studi storici presso l’Università di Padova, e ho promosso dal 2010 il corso di dottorato in storia, geografia e antropologia tra le tre Università del Veneto. I miei campi di ricerca ruotano attorno alla storia delle città, alla trasformazione dei rituali funerari, alle rappresentazioni di genere nei secoli VI-VIII, utilizzando fonti scritte e archeologiche. Le mie ricerche si sono svolte in coordinamento con una vasta rete di relazioni in campo internazionale, che mi ha consentito di partecipare e di organizzare progetti e di intrecciare scambi con ricercatori e ricercatrici nel mondo. Ho partecipato, tra gli altri, ai progetti Transformation of the Roman World (European Science Foundation), Cassiodoro (Istituto Italiano di Storia Antica) e Uma História Conectada da Idade Média. Comunicação e Circulação a partir do Mediterrâneo (Projeto Temático FAPESP, Università di Sao Paulo, Brasile).


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La Storia in Piazza
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Cristina La Rocca
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Cristina La Rocca è professoressa ordinaria di Storia medievale dell’Università di Padova. Nata a Torino nel 1957, ho conseguito la laurea all’Università di Torino nel 1980 e il titolo di dottore di ricerca nel 1987. Dal 1990 ho iniziato la mia carriera accademica presso l’Università di Padova dove, successivamente, ho ricoperto il ruolo di professoressa associata (1998) e di professoressa ordinaria (2005). Insegno Storia Medievale, Storia dell’alto medioevo, Storia di genere. Ho coordinato il dottorato in Studi storici presso l’Università di Padova, e ho promosso dal 2010 il corso di dottorato in storia, geografia e antropologia tra le tre Università del Veneto. I miei campi di ricerca ruotano attorno alla storia delle città, alla trasformazione dei rituali funerari, alle rappresentazioni di genere nei secoli VI-VIII, utilizzando fonti scritte e archeologiche. Le mie ricerche si sono svolte in coordinamento con una vasta rete di relazioni in campo internazionale, che mi ha consentito di partecipare e di organizzare progetti e di intrecciare scambi con ricercatori e ricercatrici nel mondo. Ho partecipato, tra gli altri, ai progetti Transformation of the Roman World (European Science Foundation), Cassiodoro (Istituto Italiano di Storia Antica) e Uma História Conectada da Idade Média. Comunicação e Circulação a partir do Mediterrâneo (Projeto Temático FAPESP, Università di Sao Paulo, Brasile).