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Due lingue, due vite
Date
Mon 03 March 2025
Timings
18:00
Entry
Free
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Un diario di guerra e resistenza presentazione del libro Marsilio Arte di e con Franco Debenedetti con Luciano Violante, Assia Neumann Dayan, Piergiorgio Odifreddi e Luca Ricolfi Nel 1943 l’autore e il fratello Carlo fuggono in Svizzera e documentano la loro vita durante l’occupazione tedesca. Grazie a ricordi, testimonianze e riflessioni del passato uniti ad annotazioni di oggi, la memoria privata si trasforma in una potente denuncia contro l’orrore del regime.
📌 ingresso libero fino a esaurimento posti 👀 con la Carta Io leggo di Più puoi prenotare il tuo posto, nelle prime file: scrivi a [email protected] o chiama 011 8904401
✏️ la quarta di copertina “Perché ricordare? Per avere un’eredità d’affetti? Solo di affetti? Per mettere in ordine i fatti, le date, le persone, le passioni? Per poterli risvegliare o per poterli raccontare? E questi diari? Sono per ripercorrere un pezzo della vita passata con quelli di cui si narra? È sempre solo riappropriarsi di un pezzo di vita? O per consegnarlo?” Franco Debenedetti Nel 1943, con i tedeschi che occupavano l’Italia e le milizie fasciste della RSI che si andavano ricostituendo, la famiglia Debenedetti giudicò che fosse diventato troppo pericoloso per chi portava quel cognome restare in Italia. Presero dunque tutti «la via del rifugio» per la Svizzera e scrivere “il diario” diventò per Franco e suo fratello Carlo una spontanea abitudine. Fu sicuramente il fatto che la loro madre comperò i quaderni a spingerli ad aggiornare quotidianamente quelle pagine, ma non deve essere stato facile, soprattutto quando si aggiungeva ai compiti da fare e poi al tedesco da imparare. Oltre che a raccogliere i loro ricordi, conservarono la documentazione di quello che facevano: i biglietti dei treni, le cartine geografiche dei luoghi che visitavano, le lettere che riuscivamo a ricevere aggirando la censura e che avrebbe potuto svelare dove erano nascosti. Quella di conservare la documentazione diventò per Franco quasi un’ossessione e con l’avanzata degli alleati, con il volgere della guerra al suo termine, e poi con il disvelamento degli orrori dei campi di sterminio, prese a ritagliare e conservare gli articoli dei giornali e le fotografie che apparivano sui periodici. Con questa straordinaria pubblicazione Franco Debenedetti, attraverso “l’anastatica” di grande parte delle pagine scritte in perfetta calligrafia del suo diario e con l’aggiunta di attuali annotazioni trasforma un ricordo privato in una testimonianza intensa e profonda di quello che deve essere lo stato d’animo di molti dei perseguitati dai regimi. Un’esortazione a farsi che tutto ciò non si ripeta.