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Donna si nasce (e qualche volta lo si diventa)
Data
Gio 06 marzo 2025
Orari
18:00
Ingresso
Gratuito
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Ho lasciato che fossi
la maternità – percepita, non voluta, vissuta, condivisa, e molto altro. qui tutti gli appuntamenti Analisi del presente presentazione del libro Mondadori di e con Adriana Cavarero e Olivia Guaraldo con Valentina Pazè
Davvero la liberazione femminile può avvenire solo attraverso la cancellazione della differenza sessuale? Le filosofe analizzano argomenti controversi, criticando il dibattito polarizzato e difendendo la libertà di rappresentare la donna come forza generativa, contro la cultura patriarcale. nell’ambito di Ho lasciato che fossi
📌 ingresso libero fino a esaurimento posti 👀 con la Carta Io leggo di Più puoi prenotare il tuo posto, nelle prime file: scrivi a [email protected] o chiama 011 8904401
✏️ la quarta di copertina Simone de Beauvoir affermava che «donna non si nasce, lo si diventa», e che l’identità femminile è solo il prodotto di una costruzione sociale radicata nel patriarcato. Ma davvero il concetto di donna è esclusivamente un costrutto della cultura patriarcale? Davvero la liberazione femminile può avvenire soltanto attraverso la cancellazione della differenza sessuale? Spinte sempre più forti sembrano muovere in questa direzione. Il linguaggio inclusivo rivendica la fluidità e stigmatizza chi si riconosce nell’affermazione che i sessi sono due, maschile e femminile. Si sta diffondendo una neolingua in cui i generi si moltiplicano, mentre il dato della differenza tra i sessi viene considerato pericoloso e discriminatorio. Negli ambienti culturali progressisti, nelle università, nei festival e nell’editoria, al termine «donna» si arriva ormai a preferire «persona con utero», cancellando così il soggetto centrale del femminismo, che ha consentito la conquista di diritti e libertà. Il dibattito su sesso e genere è opaco e strumentalizzato, privo di chiarezza e polarizzato tra le istanze LGBTQIA+ e le forze cattoliche tradizionaliste. Le filosofe Adriana Cavarero e Olivia Guaraldo rivendicano la differenza delle donne ? in primis il fatto di essere il sesso che genera – e la necessità del femminismo di rappresentarla non come un ostacolo, causa di subordinazione e inferiorità, ma come una forza, elemento fondamentale per raggiungere una libertà autentica. La loro analisi affronta, con sguardo acuto e senza fare sconti, alcuni dei temi più caldi del nostro tempo, dall’uso dello schwa alle teorie sul gender, al dibattito sulla maternità surrogata e sulla libertà riproduttiva, fino alla drammatica realtà della violenza maschile sulle donne.