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Narrazioni e distopie penitenziarie, nella società contemporanea
Data
Lun 10 febbraio 2025
Orari
18:00
Ingresso
Gratuito
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a partire da Narrazioni e distopie penitenziarie (Edizioni Intra) con Pietro Buffa, Francesco Gianfrotta e Giorgio Leggieri modera Bruno Mellano Nell’attuale società della comunicazione, le narrazioni di un fenomeno hanno un ruolo fondamentale e crescente nel determinare il contesto: l’osservazione stessa modifica l’oggetto osservato e il racconto del fenomeno contribuisce a determinarlo. La profezia che si autoavvera, da tempo studiata dai sociologi, vale anche per un ambito specifico come quello penitenziario: utopie e distopie si confrontano e contribuiscono a definire il campo dello scontro. Il carcere dunque, come molti altri ambiti, istituzionali e non, è rappresentato secondo narrazioni le più diverse che fanno presa sull’opinione pubblica e sui decisori politici, naturalmente attenti a non perdere il contatto con gli interessi ed il consenso di potenziali elettori. L’attuale fase di forte perturbazione storica, economica e sociale fa del carcere un dolente crocevia del disagio, altrove non risolto e ad esso indirizzato; il carcere è quindi diventato un luogo emblematico per la riaffermazione o per la negazione dei principi costituzionali, e non solo di quelli specifici a cui le pene debbono conformarsi.
📌 ingresso libero fino a esaurimento posti
👀 con la Carta Io leggo di Più puoi prenotare il tuo posto, nelle prime file: scrivi a [email protected] o chiama 011 8904401
✏️ la quarta di copertina
Il carcere, come molti altri ambiti, istituzionali e non, è ovviamente rappresentato secondo narrazioni le più diverse che fanno presa sull’opinione pubblica e sui decisori politici, sempre attenti a non perdere il contatto con gli interessi ed il consenso di potenziali elettori. In questo caso la verosimiglianza delle argomentazioni sostenute sindacalmente è giunta ad indirizzare, rinforzare e sostenere la volontà politica di modificare il quadro normativo e le mission istituzionali e professionali di molti dei componenti del sistema penitenziario italiano, sino ad allontanarle dagli originali precetti ordinamentali. Questo contribuisce a modificare il senso, costituzionalmente inteso, della pena. Il tutto avviene in coincidenza di una fase di forte perturbazione storica, economica e sociale che fa del carcere un dolente crocevia del disagio, altrove non risolto e ad esso indirizzato, che meriterebbe, invece, la riaffermazione assoluta di quegli stessi principi.